Umm..."
Mi fa guardandomi da capo a piedi, appena entro in quell'ufficio angusto, i capelli sul lungo lisci con qualche onda, mossi ogni tanto dal ventilatore che gira silenzioso muovendo l'aria un po' di qua un po' di la...
- Si? " Domando un po seccata e un po' incuriosita.
- Sa. L'ho fatta chiamare perchè sulla sua bolletta c'è un nome diverso, chi sarebbe questo G.N.?
- E', o meglio era il nome di mio padre, non l'ho cambiato perchè mi han detto che era un casino... e poi che importa le bollette le ho sempre pagate...io..."
- No vede..."
Mentre parla si passa una mano nei capelli, è molto bella curata le dita lunghe e affusolate, mi viene da pensare come sarebbe se mi toccassero... lui è alto spalle quadrate, parla, le sue labbra quando si muovono tirano un po' di lato a creare delle leggere smorfiette di espressione...
- Ha capito il punto? "
-il punto? "
Mormoro lievemente imbarazzata, non ho ascoltato una sola parola ero totalmente rapita dai suoi occhi azzurrissimi, e il suo modo di muoversi il suo forte accento piemontese, torinese? no, no astigiano forse...
Riprende a parlare, si muove un po' mi viene vicino, gesticola, ogni tanto si tiene la punta delle dita quelle dita...vorrei che mi sfiorassero,
intanto si avvicina, ormai siamo faccia a... spalla lui è molto alto tace, all'improvviso gira la testa un po' dilato e si abbassa verso di me guardandomi negli occhi, cerca le mie labbra e senza nessun preavviso mi bacia, un po' sorpresa e anche rapita dal suo odore ricambio.
Smettiamo, ci guardiamo quasi increduli, qualcosa su di noi ha preso il sopravvento, vedo di scostarmi un po' imbarazzata ma che mi ha preso penso. Ma lui mi ferma tendomi per un braccio mi giro scostante ma poi lo guardo dritto negli occhi, mi immergo in un oceano incontaminato assaporo il profumo che emana la sua pelle l'odore del suo alito mentina mista fiumo di sigaretta.... NOn capisco più niente mi lascio andare e lasciamo che l'istinto bestiale ci avvampi.
Gettiamo via le scartoffie dalla scrivania.
Riprendiamo a baciarci, di più sempre più, mi toglie la giacca e la lascia cadere a terra sento le sue mani che cercano dietro la schiena salgono sotto la camicia per slacciarmi il regiseno, poi alza la gonna sento le dita cercare non smettere no.. mi sfila le mutandine, le sue mani su di me...... mi alza e mi butta sul tavolo come fossi una bambola di pezza lo spingo via lo voglio guardare lui f aun passo indietro ha i capelli spettinati il ciuffo ribelle ricade sulla fronte la testa china mi guarda con gli occhi rivolti inalto ha un espressione lievemente cattiva e tremendamente sexi, seduta sul tavolo tutta di sghimbescio allungo la mano per avvicinarlo di nuovo afferrandolo per la camicia mi ribacia.
Con le mani slaccio la camicia gliela sfilo e la lscio cadere aterra.
Sul suo petto lisico luccica catturando un raggio di sole una croce dorata e anche il lieve sudore, gli bacio avidamente i capezzoli, lo abbraccio e stringo forte, le mani scendono sulle chiappe dure come il marmo che strizzo con vigore.
Mi spinge giù mi lascio spingere senza mai smettere di baciarlo e di abrracciarlo ora anche conle gambe...
facciamo l'amore sento il suo calore, sento il suo odore affondo il viso tra i suoi capelli mi sembra di impazzire...
***
Ognuno raccoglie i prori vestiti, ci guardiamo complici ancora una volta prima di salutarci.
Un bacio fugace.
Alla prossima.
domenica 27 novembre 2011
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