lunedì 29 marzo 2010

il burocrate..


 



-Umm..."


Mi fa guardandomi da capo a piedi, appena entro nel suo ufficio, i capelli sul lungo lisci, mossi ogni tanto dal ventilatore che gira silenzioso muovendo l'aria un po' di qua un po' di la...

 - Si? " Domando un po seccata e un po' incuriosita.

 - Sa. L'ho fatta chiamare perchè sulla sua bolletta c'è un nome diverso, chi sarebbe questo G.N.? 
 - E', o meglio era il nome di mio padre, non l'ho cambiato perchè mi han detto che era un casino... e poi che importa le bollette le ho sempre pagate...io..."

 - No vede..."


 
Mentre parla si passa una mano nei capelli, è molto bella curata le dita lunghe e affusolate, mi viene da pensare come sarebbe se mi toccassero... lui è alto spalle quadrate, parla, le sue labbra quando si muovono tirano un po' di lato a creare delle leggere smorfiette di espressione...

 - Ha capito il punto? "

 -il punto? " 


 
Mormoro lievemente imbarazzata, non ho ascoltato una sola parola ero totalmente rapita dai suoi occhi di cerbiatto, e il suo modo di muoversi il suo forte accento piemontese, torinese? no, no astigiano forse...

 R
iprende a parlare, si muove un po' mi viene vicino, gesticola, ogni tanto si tiene la punta delle dita quelle dita...vorrei che mi sfiorassero,

 

intanto si avvicina, ormai siamo faccia a spalla lui è molto alto tace, e all'improvviso gira la testa un po' dilato e si abbassa verso di me guardandomi negli occhi, cerca le mie labbra  e senza nessun preavviso mi bacia, io  un po' sorpresa e anche rapita dal suo odore lo ricambio.


 Smettiamo, ci guardiamo quasi increduli, qualcosa su di noi ha preso il sopravvento, lasciamo che l'istinto bestiale ci avvampi.
Gettiamo d'impulso le scartoffie dalla scrivania.
 Riprendiamo a baciarci, di più sempre più focosamente, mi toglie la giacca e la lascia cadere a terra sento le sue mani che cercano dietro la schiena salgono sotto la camicia per slacciarmi il regiseno,  poi mi alza la gonna e mi sfila le mutandine,  le sue mani su di me...dentro...  abbassa i pantaloni, lo spingo in dietro sul tavolo con forza e poi glielo prendo in bocca, geme di piacere,
Mi alzo, mi tocca, mi esplora adesso sono io a gemere...
 mi butta sulla scrivania sgombra, facciamo l'amore sento il suo calore, sento il suo odore affondo il viso tra i suoi capelli mi sembra di impazzire...
L'esplosione ci coglie all'unisono...

***************

 






2 commenti:

Nessuno ha detto...

Se verità...massimo rispetto...se invenzione...massimo rispetto

Flor ha detto...

Grazie :)